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    2 dicembre: giornata mondiale per l’abolizione della schiavitù

    2 Dicembre 2019

2 Dicembre 2019

2 dicembre: giornata mondiale per l’abolizione della schiavitù

Ricordiamo il 2 Dicembre 1949, data di approvazione da parte dell’Assemblea generale della Convenzione delle Nazioni Unite per la repressione del traffico di persone e dello sfruttamento della prostituzione altrui. La Convenzione fu approvata il 21 Marzo del 1950 ed in Italia è stata recepita nel Novembre del 1966 e pubblicata nel 1967. Momento cruciale che ha modificato la storia mondiale, abolendo definitivamente la schiavitù. Qualche nonno e bisnonno sicuramente prova ancora vagamente un brivido alla schiena quando ripensa a cosa voleva dire dipendere da un ‘’padrone’’. Già la parola di per se provoca un sussulto.

I nostri ragazzi neanche possono percepire cosa significhi e quanto importante sia vitale riconoscere a tutti gli esseri umani gli stessi diritti, indipendentemente dal sesso, la razza, il pensiero,  la religione e la provenienza. Nonostante la Convenzione alcune fonti Europarlamentari sostengono, purtroppo, che la tratta degli esseri umani sia ancora attiva. Questo dato è agghiacciante. Circa dieci anni fa si parlava di circa 27 milioni di poveri, migranti e donne ancora vittime di questo fenomeno. Condotto prevalentemente da criminali mondiali. L’ONU si è chiaramente attivata siglando un’apposita convenzione.

Quindi oggi volgiamo il nostro pensiero a tutte quelle persone che purtroppo sono state e sono meno fortunate di noi e raccontiamo la storia ai nostri figli, trasmettiamo loro il valore dell’uguaglianza.

Nel campo dell’educazione e nei nostri centri estivi ed invernali a Firenze non mancano le occasioni in cui gli educatori e gli istruttori, grazie alla loro esperienza, sanno arricchire ogni momento ed attività con questi valori. I ragazzi assorbono questi valori solo vivendo l’esperienza, senza accorgersi che l’istruttore ha creato quella situazione solo per metterli nella condizione di apprendere. E questo è una valore aggiunto che con il divertimento e la forza del gruppo ci permette sempre di dare il massimo ai nostri bambini.

Anche nelle scuole dovrebbero esserci più occasioni dove i ragazzi si immergono nella storia, si soffermino a pensare ai diritti dell’uomo, per percepire anche solo in una microscopica parte come vivevano (vivono) le persone che non potevano (non possono) neanche permettersi di avere un’identità.