A 30 anni dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

A 30 anni dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Il 20 Novembre scorso si celebravano i primi 30 anni della Convenzione sulla tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.  Nonostante tutto ancora oggi ci sono bambini che hanno paura ogni giorno e che rischiano la vita per andare a scuola. Il nostro pensiero va ai bambini dell’Afghanistan dove il conflitto civile va avanti da quasi 20 anni. Bambini che non solo non possono ricevere un’istruzione minima, ma che non possono neanche avere il diritto di giocare e divertirsi all’aperto.

Il conflitto civile entra ogni giorno nella loro vita nei modi più disparati: con le bombe o la notizia della perdita di un parente, il terrore costante intorno a loro sia in casa (per chi ne ha ancora una) o fuori.

La Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – ha ricordato il presidente dell’UNICEF Italia Francesco Samengo – è il trattato sui diritti umani maggiormente ratificato al mondo e in 30 anni è stata determinante nel migliorare la vita di bambini, bambine e adolescenti. Ha ispirato i Governi ad adottare nuove leggi e stanziare nuovi fondi per aumentare l’accesso ai servizi loro destinati e godere dei propri diritti. Ha contribuito a cambiare la percezione sull’infanzia e l’adolescenza, garantendo a bambini e ragazzi un nuovo protagonismo. Nonostante questo, la Convenzione non è ancora pienamente attuata, conosciuta e capita. Inoltre, la condizione dell’infanzia e dell’adolescenza è in continua evoluzione, bisogna quindi attualizzare quanto previsto in materia di diritti affinché per ogni bambino, ogni diritto sia garantito e realizzato. In questo mondo occidentale avanzato dove tutti vanno di fretta, troppo poco tempo viene dedicato a vedere oltre e pensare alla realtà in cui vivono le persone in altri posti del mondo.

Pensiamo ai nostri bambini e ragazzi, a tutto il bello che hanno intorno. Ritroviamo almeno la gratitudine verso gli affetti e le gioie che abbiamo vicino. Smettiamola di farci distrarre dalle cose futili e materiali, cerchiamo di dare ognuno il proprio contributo. Le migliori occasioni di crescita sono quelle in cui i bambini giocano e si divertono. E quindi speriamo che prima possibile tutti quanti i bambini possano avere una buona parte di quello che abbiamo noi in occidente e possano tutti godere degli stessi diritti.

Le vacanze di Natale sono alle porte!

Le vacanze di Natale sono alle porte!

L’aria del Natale già si fa sentire, le strade sono già addobbate e illuminate e  sta iniziando il fermento della preparazione dei regali. I nostri ragazzi assaporano già l’idea di allontanarsi qualche giorno dai banchi di scuola. I nostri istruttori scalpitano invece perché il 23 dicembreinizierà il nostro centro invernale 2019 presso Tropos Club di Firenze e non vedono l’ora di conoscere i nuovi bambini e rivedere gli affezionati!

Già stiamo pensando a tutte le attività sportive e artistiche da proporre nei pomeriggi e dove i bambini più grandi potranno scatenare tutta la loro creatività, mentre i più piccoli faranno un riposino.

Le mattine invece saranno dedicate alle imperdibili e importanti lezioni di nuoto con giochi ed esercizi specifici e divertenti per perfezionare la propria autonomia in acqua.

Gli educatori e gli istruttori di nuoto stanno già facendo il conto alla rovescia. Le vacanze Natalizie 2019 a Firenze saranno un ricordo indelebile e entusiasmante.

Discriminazione e sport. Come educare i nostri ragazzi

Discriminazione e sport. Come educare i nostri ragazzi

Sicuramente uno degli insegnamenti più importanti che Bimbi in Movimento trasmette nei propri centri estivi e invernali a Firenze è proprio che ognuno rappresenta una forma di unicità fondamentale e porta un contributo essenziale nel gruppo.

Questo approccio fa si che vengano apprezzate da tutti le qualità di ciascun bambino e che nessuno venga mai giudicato o messo da parte. Ognuno di noi rappresenta il tassello di un grande puzzle, che per essere completo ha bisogno di tutti i tasselli uniti. Le situazioni dove nascono delle incomprensioni vengono sempre affrontate insieme,  mai sottovalutate. Anche l’ironia a volte può essere risolutiva, non per sminuire ma per alleggerire le tensioni e fare una risata insieme spesso unisce e rafforza.

Purtroppo però non sempre le situazioni di gruppo vengono gestite così nella vita quotidiana e alcuni, per mala educazione o per chiusura caratteriale, tendono a giudicare anziché confrontarsi. La scuola stessa dovrebbe aiutare i bambini a crescere in modo più armonico possibile da poter accettare le caratteristiche di ognuno. Nello sport abbiamo visto negli anni quanto anche solo la differenza del colore della pelle abbia portato a delle forti discriminazioni, oppure tra maschi e femmine. Certamente non avremmo mai pensato che questo tipo di discriminazioni sarebbero riapparse nel 2019 (vedete i vezzeggiativi riservati settimane fa nei confronti di Balotelli). Come è possibile che ancora l’essere umano non riesca ad accettare che essere uno diverso dall’altro non è altro che una grandissima opportunità per creare insieme cose favolose?

Non smetteremo mai di dirlo: ognuno di noi sia sempre di esempio per i nostri ragazzi, trasmettiamo valori come l’unione e l’accettazione dell’altro.

I nostri istruttori di Bimbi in Movimento grazie alla loro formazione lo fanno, costantemente. Tramite lo sport contribuiamo alla crescita fisica ma anche psicologica dei bambini che frequentano i nostri centri estivi e invernali a Firenze. Noi abbiamo una grande responsabilità, come voi genitori, verso questi adulti del futuro. Insegniamo loro ad accogliere ogni diversità, sia fisica, di sesso, di cultura, di provenienza. Perché ciascuno è necessario e camminare uno accanto all’altro non può altro che portare verso un futuro grandioso.

Bambini in automobile: strategie per un viaggio sicuro

Bambini in automobile: strategie per un viaggio sicuro

Dal 7 Novembre 2019 sono diventati obbligatori i seggiolini anti abbandono. Sicuramente questo è uno dei buoni risultati della tecnologia avanzata degli ultimi tempi. Quanti bambini avremmo potuto salvare fossero stati brevettati anni addietro. Detto questo però è allarmante rendersi conto di quanto la vita frenetica di questo millennio abbia portato l’essere umano a raggiungere un livello di distrazione tale da provocare addirittura queste tragedie. Ognuno di noi deve impegnarsi in ogni momento alla presenza, non certo solo fisica, ma soprattutto presenza cosciente. I nostri istruttori ed i nostri educatori qualificati sanno bene cosa questo significa. Ogni volta che abbiamo davanti un bambino, figuriamoci un gruppo, un istruttore presente riesce ad avere attenzione, partecipazione, divertimento. Se non lo fosse, regnerebbe il caos.

Un genitore deve altrettanto impegnarsi a vivere ogni momento con i propri figli senza avere la mente altrove, perché il bambino lo sente, resta confuso e capta solo insicurezza.

Tornando al concetto di qualche articolo fa dove si scriveva che dare l’esempio fondamentale nella vita…. in auto questo è di estrema importanza.

Per questo vogliamo trattare oggi questo argomento perché purtroppo pare che ancora non vengano proprio rispettate le buone regole da tutti.

La bizza di un bambino che non vuole allacciare la cintura o che vuole sedersi davanti prima del tempo, non dovrebbe mai e poi mai essere accolta. Tutti i passeggeri dell’auto devono allacciare la cintura, sedere sugli appositi seggiolini a norma, mai tenere in braccio il bambino e soprattutto mai farlo stare in piedi quando l’auto è in movimento. Una frenata improvvisa può essere deleteria e un incidente può essere mortale se non si è tutti assicurati correttamente. Per cui raccomandiamo a tutti i genitori di prestare la massima attenzione a queste importanti regole che possono però salvare la vita.

Maggior rigore nel rispetto di queste regole va applicato ai viaggi lunghi. Per evitare stanchezza e distrazione, dobbiamo sempre metterci in viaggio dopo esserci ben riposati e possibilmente prediligere le ore più fresche e meno trafficate. Soprattutto quando si viaggia con i bambini viaggiare di notte è consigliatissimo, perché si evita la noia e la stanchezza.

Raccomandiamo a voi quindi sempre di considerare la massima sicurezza, come per noi istruttori è importante osservarla ogni volta che organizziamo un’attività, uno sport o una gita, perché ci sta a cuore la vostra salute e quella dei (nostri) ragazzi, con i quali avremo il piacere di divertirci ogni anno nei nostri centri estivi e invernali a Firenze!

Come vivono l’accettazione i ragazzi dei nostri centri estivi e invernali a Firenze

Come vivono l’accettazione i ragazzi dei nostri centri estivi e invernali a Firenze

Sentirsi accettati o respinti dalla comunità o da un gruppo specifico ha sempre un notevole impatto a livello emotivo, sia che ci si muova nel mondo concreto sia un quello virtuale. Quando nella vita reale si deve fronteggiare un rifiuto, un’area cerebrale si attiva immediatamente:  è la corteccia prefrontale mediale, implicata nella condotta sociale. Questo fenomeno accade in modo decisamente più marcato e allarmante quando si verifica su internet. Questo perché il rifiuto è sempre meno ambiguo, per la sua precisa metrica espressa dal numero di ‘’amici’’, ‘’follower’’ e ‘’like’’.

Purtroppo ultimamente si sente tanto parlare di quanto gli adolescenti e gli assidui frequentatori dei social network scambino per vita reale quella virtuale, attribuendo un’importanza elevata a un singolo like e si facciano condizionare da ciò che accade nei social.

Sentirsi accettati trasmette sicurezza. Ma sono i valori che devono essere riportati alla realtà.

Dare il potere a un like pari a un abbraccio di squadra alla fine di una partita o alla pacca sulla spalla di un amico, sicuramente non può e non dovrebbe avere lo stesso valore.

Per questo è importante che i bambini e i ragazzi di oggi pratichino degli sport, stiano più possibile in gruppo, creino progetti di gruppo a scuola, partecipino a delle gite magari a piedi all’aperto, ecc.

Non solo ne guadagnano in salute fisica ma possono restare più a contatto con la realtà, imparano a confrontarsi e quindi a fortificarsi. Perché i rifiuti possono capitare nella vita in generale, a scuola, a lavoro, ma la grande differenza la svolge come noi reagiamo, quanto sfruttiamo quell’emozione per fortificarci anziché deprimerci. Un bravo educatore, un istruttore qualificato sa bene come sostenere ogni ragazzo in ogni fase dello sviluppo. I nostri centri estivi e invernali a Firenze fortunatamente sono frequentati da bambini e ragazzi completamente diversi uno dall’altro e ognuno di loro con le proprie percezioni, il proprio carattere, il proprio passato, porta qualcosa. Questi contributi permettono a ogni bambino, con l’affiancamento degli istruttori migliori, di fronteggiare svariate situazioni e assorbire il miglior insegnamento da ognuna. Ogni diversità è un’opportunità di crescita e di comprensione. Così si arriva alla vera accettazione.