Scuola e Centri Estivi

Scuola e Centri Estivi

Possiamo considerare i centri estivi come un “allenamento” per il rientro a scuola?

L’emergenza sanitaria dovuta al covid-19 ha modificato le nostre abitudini ed atteggiamenti. Ora, pian piano, ci stiamo riabituando alla normalità: siamo tornati a lavoro, a divertirci con gli amici, a praticare sport. Questo vale anche per i bambini. In attesa di tornare a sui banchi di scuola a settembre, in questa estate 2020, hanno potuto rivedere i loro coetanei, per giocare al parco, in spiaggia, o all’interno dei un centri estivi.

Proprio sull’importanza del frequentare i centri estivi 2020 si focalizza l’analisi di questo articolo.

Dopo mesi passati a casa, sempre in compagnia di adulti, (o se di bambini, solo dei propri fratelli), questa estate sarà di fondamentale importanza che i bambini frequentino un centro estivo. Questo perché, in previsione del rientro a scuola, proprio i centri estivi sono la formula di coesione sociale più simile a quella che avviene all’interno degli istituti scolastici.

I bambini infatti dovranno riabituarsi a trascorrere le giornate, ed a condividere spazi ed attività con io propri compagni di classe ed i rispettivi insegnanti. Inoltre dovranno fare di nuovo l’abitudine al rispetto delle regole del gruppo, e del luogo in cui si trovano, oltre che al ritmo delle giornate, cadenzato da ore in cui si svolgono attività programmate e strutturate, ad altre più libere, dedicate al gioco ed allo svago.

Tutte queste cose accomunano la scuola ed i centri estivi; perciò se questa estate siete a Firenze, ed oltre che voler fare divertire e svagare il vostro bambino in sicurezza, volete anche aiutarlo nel rientro a scuola, scegliere di iscriverlo ad un centro estivo sarà ancora più importante!

 

 

Come proteggere i bambini dal caldo

Come proteggere i bambini dal caldo

Durante i nostri centri estivi, ci capita spesso di svolgere le attività in giornate calde. Questo non ci limita, e con i giusti accorgimenti possiamo far divertire e giocare i bambini in sicurezza. Come difendere quindi i bambini dal caldo? Vediamolo insieme.

La prima cosa da fare è limitare l’esposizione diretta ai raggi solari, perciò svolgere le attività all’ombra, e fare attenzione a vestire nel modo corretto il bambino. E’ importante scegliere abiti freschi, ampi, ed è sempre raccomandato l’utilizzo di un cappello.

La seconda accortezza è far bere spesso il bambino. Come abbiamo scritto nel nostro precedente articolo su acqua e bambini, i più piccoli hanno meno probabilità degli adulti di ricordare di bere, specialmente quando giocano e si divertono, perciò hanno bisogno del nostro aiuto. Sono anche più inclini alla disidratazione rispetto agli adulti.

Se i bambini trascorrono molto tempo all’aperto, col caldo è consigliato fare molti giochi che prevedano l’uso dell’acqua, che sono molto divertenti ed aiutano a rinfrescarsi. In alternativa possiamo far bagnare loro la testa tra un gioco e l’altro.

Anche l’alimentazione gioca un ruolo importante nella lotta al caldo. E’ un tema che abbiamo già approfondito in un precedente articolo; comunque in linea generale col caldo è consigliato mangiare frutta fresca ogni giorno, ed i pasti dovranno essere piccoli e leggeri, evitando grandi abbuffate.

In conclusione, in estate, con il caldo, non dobbiamo per forza chiudere in casa i bambini precludendogli la possibilità di divertirsi e giocare all’aperto, bensì adottare qualche piccolo stratagemma per consentigli di svolgere tutte le loro attività in salute e sicurezza.

 

 

 

Sport e Divertimento

Sport e Divertimento

Per i bambini praticare sport significa giocare, quindi divertimento.

Cos’è lo Sport?

La pratica sportiva non è però solo un’esperienza ludica per il bambino, infatti contribuirà ad un corretto sviluppo psicofisico, rafforzando le relazioni interpersonali.

Lo sport è un’occasione per mettersi alla prova, per sviluppare la propria creatività e per sperimentare nuove esperienze, il tutto nel rispetto delle regole e dei compagni di pratica.

Specializzazione precoce, va bene?

Spesso però l’aspetto agonistico dello sport prende il sopravvento su quello ludico. Una precoce specializzazione sportiva, volta alla performance agonistica, prevede che il bambino svolga allenamenti costanti e sempre più frequenti, il tutto con lo scopo di ottenere il massimo risultato in gara. Questa situazione inevitabilmente toglie allo sport una parte della sua componente ludica, e quindi di divertimento.

Certamente questo non vale per tutti i bambini. In molti si divertono praticando sport in maniera agonistica fin dalla giovane età, ma è indubbio che l’agonismo porti inevitabilmente la ricerca della vittoria; e questo porta i bambini ad identificarsi con il risultato raggiunto: in caso di sconfitta potrebbero perdere autostima, al contrario c’è il rischio dell’eccessiva autostima.

Si dovrebbe pensare all’attività sportiva come ad un gioco, nel quale i bambini si possano approcciare alle varie discipline, imparandone i fondamentali, attraverso il divertimento.

Le motivazioni per cui i bambini continuano a impegnarsi in un’attività sportiva sono legate alla socializzazione in un ambiente accogliente e familiare, non alla competizione agonistica in sé. Lo sport è fatto anche di momenti di pausa, di sospensione e di attesa, di spazi fisici e temporali in cui osservare, ripensare e valutare le esperienze fatte, le azioni compiute, le emozioni provate.

Si al Divertimento!

Si dovrebbe assecondare il bambino nelle sue richieste, se ogni anno vuole praticare un nuovo sport, perché non accontentarlo? Probabilmente ancora non ha trovato ciò che fa per lui, oppure non è nel giusto ambiente. Oltretutto praticare sport diversi, soprattutto in giovane età, contribuisce allo sviluppo psicofisico e della multilateralità.

In conclusione, quando si tratta di scegliere un’attività sportiva, che sia lo sport invernale od i centri estivi, ricordatevi di ascoltare il vostro bambino, e preferite la realtà, l’attività, che lo diverte di più.

 

Passeggiare con i bambini

Passeggiare con i bambini

Passeggiare con i propri bambini è un’attività che ha molteplici aspetti positivi: fa bene alla salute, contribuisce allo sviluppo psicofisico e rafforza il legame genitore-figlio.

Camminando il bambino farà movimento all’aria aperta e questo, come abbiamo già visto in un nostro precedente articolo, farà molto bene alla sua salute. Le passeggiate saranno un ottimo modo per praticare attività fisica e rinforzare la muscolatura degli arti inferiori, aumentando le capacità respiratorie e cardiache.

Se possibile si dovrebbe far svolgere ai bambini il maggior numero possibile di attività all’aperto: giocare, studiare, praticare sport, svolgere i centri estivi, ed appunto passeggiare.

Gli aspetti positivi delle passeggiate

Tra gli aspetti positivi delle camminate dobbiamo assolutamente ricordare lo sviluppo della coordinazione e dell’equilibrio. Infatti il bambino muovendosi su terreni sconnessi stimolerà la propriocezione del piede, andando a migliorare l’equilibrio ed il suo sviluppo psicofisico. Inoltre potersi muovere in autonomia in spazi aperti consentirà al bambino di sviluppare la consapevolezza della propria posizione del corpo nello spazio, sperimentando nuove posizioni e modi di muoversi.

 

I vantaggi delle passeggiate per i bambini però non sono soltanto fisici. Di fatti questa attività favorisce il buon umore, e trasmette al bambino un senso di libertà.

 

Quindi possiamo affermare che andare a passeggiare con i propri figli non è soltanto un modo per svagarsi e passare una giornata all’aperto, ma una vera e propria attività motoria, che consentirà un buon sviluppo psicofisico del bambino.

 

 

 

 

Sport e Sicurezza

Sport e Sicurezza

Sport e sicurezza dovrebbero viaggiare di pari passo, proviamo a vedere insieme come rendere possibile questa sinergia.

L’importanza della pratica sportiva-motoria

Svolgere regolarmente attività fisica, è risaputo, contribuisce a prevenire malattie cardiovascolari e degenerative. Per questo motivo la pratica di attività sportive viene incoraggiata a partire dall’infanzia, perché possa consolidarsi come abitudine di vita. Spinta anche da questa esigenza, l’offerta di attività sportive strutturate è cresciuta molto rapidamente nelle nostre comunità e le tipologie di sport tra cui scegliere sono oggi moltissime.

Se fino a qualche decennio fa bastavano uno spazio all’aperto, e magari un pallone, per giocare e fare movimento, oggi il mondo lo sport è praticato in modo più organizzato, con allenamenti, competizioni, centri estivi, svolti sin dalla più tenera età, sotto la guida di tecnici ai quali affidiamo i nostri bambini e ragazzi confidando nella loro competenza e professionalità.

La sicurezza della pratica sportiva

Intensità, durata e grado di complessità della pratica sportiva sono dunque generalmente aumentati. Con essi anche il rischio di lesioni fisiche per lo sportivo praticante. Lo sport dovrebbe però consentire innanzitutto il miglioramento della condizione fisica e psichica del praticante. Perché sia così, è necessario che lo sport sia praticato con la dovuta attenzione da parte del praticante e con la supervisione di tecnici ed operatori competenti.

La Carta Europea dello Sport del 1992 definisce lo sport come “qualsiasi forma di attività fisica che, attraverso una partecipazione organizzata o non organizzata, abbia per obiettivo l’espressione o il miglioramento della condizione fisica e psichica, lo sviluppo delle relazioni sociali o l’ottenimento di risultati in competizioni di tutti i livelli”.

Ridurre i rischi

Praticare sport comporta inevitabilmente un rischio di infortunio. Per ridurre questo rischio al minimo bisogna intervenire su diversi fattori critici dai quali dipende la possibilità di un’efficace prevenzione primaria. In particolare nella fase di avviamento allo sport è importante da parte di genitori e allenatori valutare attentamente la disposizione del bambino verso lo specifico sport.

Più è elevato l’impegno di un’attività sportiva, maggiori sono i rischi biologici e più attenta deve essere la cura del proprio organismo.