Può esistere il calcio “a distanza”?

Può esistere il calcio “a distanza”?

Il calcio è un gioco e prevede il contatto.

Il calcio che diventa “immaginario collettivo” lo fa attraverso il sogno per cui giocando in un cortile davanti a un muro si immagina di essere in uno stadio fra la folla; quel muro diventa una porta con alle spalle la curva,dove correre per esultare dopo il gol.

No, non può esistere il calcio a distanza.

Il calcio è un gioco popolare magico che fa sì che lo stesso abbraccio in campo fra due compagni che hanno sudato insieme per quel gol sia identico a quello di due perfetti sconosciuti che urlano e si abbracciano in curva e diventano senza neanche conoscersi compagni di un’avventura.

Però è proprio in tempo di “guerra” che si desidera fortemente di tornare alla pace ed alla serenità. È in questo tempo che si attivano risorse di sopravvivenza straordinarie che non pensavamo di avere. Allo stesso modo in questo periodo di difficoltà e incertezze si devono trovare risorse e dinamiche affinché questo tempo non sia sprecato in imprecazioni e lamentele inutili, ma possa essere un momento fertile e redditizio per tornare a vivere il calcio, lo sport, la vita, nella sua essenza.

Oltre a sopperire in qualche modo alla parte sportiva, a livello educativo passeremo un grande messaggio di resilienza e creatività. Due delle più importanti life skills, a livello di socialità.

Il calcio nell’estate 2021 di Bimbi in Movimento

Il gioco del calcio ha sempre fatto parte dei nostri centri estivi multi-sport a Firenze, e sicuramente non mancherà nemmeno questa estate 2021.

Crediamo infatti che lo sport sia un potente strumento educativo, fondamentale per la crescita dei più giovani a livello motorio, emotivo, sociale e cognitivo. Per questo tramite sport come il calcio, e tanti altri, siamo pronti ad accogliere bambini e ragazzi per tornare a giocare e divertirsi in sicurezza, anche in questo periodo caratterizzato dal covid.

Presto sul nostro sito troverete tutti i dettagli dei camp estivi 2021!

Come sarà lo sport dopo il covid?

Come sarà lo sport dopo il covid?

Come potrebbe essere il dopo? Un momento bello per stare insieme, per riassaporare la bellezza del contatto.

Un semplice abbraccio di cui ci siamo privati, una stretta di mano, un braccio intorno alle spalle, una carezza, attivano la produzione nel nostro organismo di una sostanza chiamata ossitocina, un ormone detto anche l’ormone dell’amore che ha tra le sue funzioni quelle di favorire comportamenti pro-sociali come empatia, altruismo, generosità. Una donna in maternità e poi appena partorito ne produce in quantità, non a caso è un ormone strettamente collegato all’attaccamento materno. Abbiamo necessità del contatto perché siamo “esseri sociali”. Un solo abbraccio di pochi secondi serve a diminuire il battito cardiaco, la pressione sanguigna, la produzione di un altro ormone, il cortisolo, che invece è l’ormone dello stress.

E a livello calcistico?

Se abbiamo investito molte ore in esercitazioni senza contatto potremmo compensarle con giochi ed esercitazioni esclusivamente di contatto: duelli 1>1, 2>2, 3>3, 4>4(non andrei oltre perché sarebbero limitati i contatti). Dal riscaldamento al partita finale. Un’abbuffata di sfide, duelli, mini-partite. A partire dalle componenti tecniche potremmo allenare il contrasto, abilità tecnica spesso trascurata, il colpo di testa nel duello (poco considerato), lo stesso passaggio condizionato dal contatto (ad esempio, in una partita o possesso a meta 4>4 prima di passare la palla devi contare fino a 3”,5”,10” situazione che porterà inevitabilmente alla protezione e al contrasto); sulla stessa scia e con le stesse regole in una partita 2>2 con le porte stimolerò il tiro in una situazione di contrasto e disequilibrio. Con il dribbling allenerò la conduzione. A livello condizionale e coordinativo si possono proporre numerose esercitazioni e giochi in cui corsa, di salto che avvengono con il disturbo; si possonoriprendere molte proposte dal rugby, dalla lotta (due bimbi in ginocchio che senza pugni si devono atterrare / un pallone sopra un cinesino, un giocatore deve far sì che l’avversario non lo tocchi).

A livello di tattica individuale: marcamento, smarcamento, dribbling a tutta randa. Le possibilità sono innumerevoli.

In attesa dei centri estivi 2021

Siamo fiduciosi che per l’estate 2021 la situazione pandemica da Covid-19 sia migliorata, grazie anche all’arrivo dei vaccini, e che finalmente potremo riprendere a svolgere tutte le attività sportive più amate dai bambini, in sicurezza e libertà!

Così, stiamo già pianificando i centri estivi 2021 a Firenze di Bimbi in Movimento, con la riproposizione delle attività più divertenti ed apprezzate, e con l’introduzione di qualche novità; il tutto sempre all’insegna della sicurezza, che per noi è requisito fondamentale per ogni attività proposta.

Lo sport e l’allenamento ai tempi del covid

Lo sport e l’allenamento ai tempi del covid

 

Nel nostro precedente articolo abbiamo parlato del delicato ruolo dell’allenatore in questo particolare periodo storico. In questo articolo invece andremo ad approfondire sul come poter svolgere un allenamento a distanza, è più in generale come praticare sport ai tempi del covid.

 

Per chi è in lockdown

Se la problematica del lockdown non permette di unirsi ancora a fare sport, la soluzione è l’allenatore che deve impegnarsi a entrare nelle case proprio sfruttando quei fantastici strumenti come cellulari, Ipad e PC.

Come? Con delle chat su WhatsApp su cui inserire dei veri e propri allenamenti di ginnastica; dei video in cui lui stesso svolge un allenamento.

La nostra associazione, per esempio, in primavera ha lanciato la proposta di bimTV: video girati dai nostri operatori sportivi direttamente da casa loro, e caricati sul nostro sito e su YouTube.

Non pensate che serva chissà cosa, anzi più reale è meglio è. Non dobbiamo andare a promuovere il nostro video alla Nike, proprio la sua veridicità sarà la sua forza. Le proposte possono essere varie: con una palla di spugna, una di carta, un pallone, degli slalom tra le bottiglie, utilizzare un muro di casa per il passaggio, svolgere degli esercizi di ginnastica come flessioni, skip, piegamenti, corse sul posto, esercizi di coordinazione. Si può inserire il tema gara o quello gioco. Meglio ancora se si riuscisse a fare dei minigruppi e rendere la cosa interattiva. Possono essere loro stessi a proporre un allenamento: “Oggi Marco ci dice cosa faremo!”, “Oggi sarà Francesco a proporci la nostra seduta”. Sarebbe straordinario guardare le gesta dei grandi campioni, condividendo un video e poi riprovare a compiere quel gesto, sognando la folla che ha accompagnato l’esecuzione del nostro beniamino. La rovesciata di Ronaldo con la Juventus, per capirci. Iniziare con degli step di avvicinamento per poi provare ad eseguirla sul letto. C’è veramente bisogno di poco: una manciata di buona volontà, un pizzico di fantasia e una spruzzata di autoironia.

 

Chi può praticare attività senza contatto

Ogni problematica ci pone di fronte a due soluzioni. Si può ragionare:

· sulla scarsità  “Non si può fare questo, non si può fare quello, ma come si fa!”;

· sulle opportunità, che inevitabilmente ci sono.

 

Nel primo caso ci possiamo sfogare sicuramente, ma dopo un’ora vinceranno solo impotenza e negatività. Proviamo la secondastrada. Vediamo i… vantaggi:

· per l’allenatore sarà sicuramente un momento in cui rimettersi in gioco, uscire dalla zona di confort data dall’esperienza e dalla routine. La seduta classica che utilizzava non va più bene o va rivista. Dobbiamo rimetterci a studiare;

· bisogna concentrarsi sugli aspetti di tecnica individuale che spesso tralasciamo, ma alla base del gioco;

· il desiderio nasce dalla mancanza  se per qualche mese non potremmo fare giochi di contatto (sì, lo so che sono alla base del calcio! Ma abbiamo detto di scegliere la strada delle opportunità),quanto saranno coinvolgenti dopo le sfide, i duelli, le partitine! Iprogetti di vita per cui le attuali generazioni sono molto criticate per non averne, nascono dai desideri.

 

Proprio da questo principio del “reinventarsi”, la scorsa estate abbiamo ideato la nostra nuova proposta dei centri estivi itineranti: bimTOUR.

Grazie ai programma bimTOUR SPORT e AVVENTURA abbiamo potuto offrire un servizio sicuro e divertente, all’insegna del movimento: attività adattate alle normative anti-covid, protocollo di sicurezza e nuove attività come trekking e tour in bicicletta sono stati la base della buona riuscita dei centri estivi itineranti 2020.

 

 

 

Lo sport ai tempi del covid

Lo sport ai tempi del covid

Problematiche, soluzioni, opportunità dopo il lockdown, totale o parziale, che abbiamo o stiamo vivendo. Qual è il nostro dovere di allenatore/educatori? Trovare soluzioni!

In 14 anni di centri estivi multi-sportivi con la mia attività ho avuto forse 3 fratture “al legno verde”. Parliamo di circa 600-1.000 presenze a estate. Post lockdown, con gli stessi numeri, sempre proposte multisport, in 3 mesi abbiamo avuto 4 fratture, di cui 3 polsi e un dito… e non erano permessi i contatti!

Riconduco la problematica al fatto che per 3 mesi i nostri bambini/ragazzi sono stati per la maggior parte in casa. A fare cosa? Probabilmente, davanti alla TV o con cellulari e play station. Che sono una grande opportunità! Ma al pari un pericolo nel vero senso della parola. Anche perché i bambini fanno poco sport, ma veramente poco!

I valori dello sport

Prima di arrivare all’importanza che come allenatori ed educatori abbiamo in questo specifico momento, riporto una statistica dell’Organizzazione Mondiale della Salute, che ancora oggi vede nelle cardiopatie e negli ictus ischemici la causa principale di decessi. In una percentuale stimata sempre dall’OMS nel 2016 molto significativa, la maggioranza della popolazione, circa l’88%, appartiene a paesi ad alto reddito. Secondo gli studi del Ministero della Salute, tali malattie/problematiche sono in gran parte prevenibili, in quanto si riconoscono, accanto a fattori di rischio non modificabili (età, sesso e familiarità), anche altri modificabili, legati a comportamenti e stili di vita (fumo, consumo di alcol, scorretta alimentazione, sedentarietà), spesso a loro volta causa di diabete, obesità, ipercolesterolemia e ipertensione arteriosa.

In modo meno scientifico, si può evidenziare come l’attività motoria dei millenial sia drasticamente calata. Se pensiamo al numero di ore che un bambino negli anni Ottanta o Novanta trascorreva giocando ai giardini, negli oratori, nei cortili con attività destrutturate e la rapportiamo alle 2 volte, massimo 3 di oggi (in forma tra l’altro strutturata) parliamo di un monte di ore enormemente inferiore. Mi sono divertito a contarle in modo empirico, ma credo di non essere andato molto lontano. Il rapporto è di 1 a 5 circa: 100-150 ore attuali contro le 500-600 di allora.

È chiaro che lo sport (non agonistico) avvicini a uno stile di vita salutare, quindi va da sé l’importanza che i nostri bambini/ragazzi acquisiscano la buona norma di praticarlo regolarmente unendo (ancora meglio) all’attività sportiva più ore di gioco/movimento. Questo è opportuno per loro e per tutta la nostra rete sociale: inevitabilmente nel futuro avremo un impatto ancor maggiore sul nostro sistema sanitario.

Un ulteriore punto è la capacità unica dello sport, di qualsiasi sport praticato (meglio se più di uno), di veicolare le famose life skills, le competenze per la vita. Le capacità di vita sono tutte quelle abilità richieste quotidianamente: il senso di auto-efficacia, la gestione delle emozioni, l’empatia, la tolleranza verso se stessi e gli altri, la capacità di competere, gestione dello stress, senso critico, autoconsapevolezza, relazioni interpersonali, resilienza…Un allenatore deve tenere prima di tutto in mente queste due componenti: sport-stile di vita salutare e sport-strumento acquisizione life skills. Il suo ruolo è cruciale. Deve essere consapevole e responsabile della sua enorme importanza nella vita di un bambino.

Sì! Lo so! Per quelle 5-6 ore a settimana, lo so…ma a maggior ragione!

Progettiamo insieme il nostro centro estivo 2021 a Firenze

Progettiamo insieme il nostro centro estivo 2021 a Firenze

Caro genitore,

dopo un lungo periodo di chiusura con speranza Bimbi in Movimento sta progettando il futuro per questa estate. Bimbi in Movimento ha fatto dei suoi valori di serietà, professionalità, sicurezza e soprattutto ascolto dei suoi capisaldi così che si possa “crescere con lo sport” Più che mai in questo momento vogliamo ascoltare le proposte, le preoccupazioni, le domande delle famiglie così da progettare un centro estivo Bimbi in Movimento 2020 su misura.

Inviaci il tuo pensiero sulla nostra pagina Facebook, sul nostro blog https://bimbinmovimento.it/blog/  o alla nostra mail info@bimbinmovimento.it

Crediamo che il genitore che sceglie di affidare il proprio figlio ad un centro estivo ricerchi e si aspetti completezza, una proposta variegata di attività, competenza, affidabilità, benessere, un centro estivo sicuro e divertente. Il  compito di chi sta a contatto con i bambini non è solo quello di tenerli impegnati ma sostanzialmente di contribuire alla loro crescita in modo affidabile e competente.

Ecco perché ci teniamo alla tua opinione ed al contributo per il centro estivo di Bimbi in Movimento 2021.

BIMBI IN MOVIMENTO
Crescere con lo Sport