da Silvia Medici | 18 Set 2025 | blog
Immagina uno sport che unisce l’energia della pallavolo, la semplicità del gioco di squadra e l’inclusività sociale. Questo è il Catch’n Serve Ball, una disciplina in continua evoluzione, nata per le donne ma che oggi parla a tutti: uomini, donne, giovani, adulti e persino nonni/e!
Dove tutto è cominciato: Israele, Mamanet e una missione sociale
Il Catch’n Serve Ball affonda le sue radici nel progetto Mamanet, nato in Israele da un’intuizione di Ofra Abramovich. L’obiettivo? Dare alle donne – in particolare madri e over 30 – l’opportunità di fare sport di squadra, divertirsi, stare in forma e socializzare. Il modello si ispira al Cachibol, una variante semplificata della pallavolo, dove la palla non si colpisce ma si afferra e si rilancia. In pochi anni, Mamanet è diventato un fenomeno internazionale, approdando anche in Italia e trasformandosi nel più ampio e inclusivo Catch’n Serve Ball, uno sport che ha rivoluzionato il ruolo delle donne nello sport e ora mira a coinvolgere tutti.
Uno sport per tutti e tutte, davvero
Originariamente pensato solo per donne, il Catch’n Serve Ball si sta rapidamente aprendo a categorie miste e maschili, conquistando nuove generazioni e comunità in tutto il mondo. A guidare questa espansione c’è la Federazione Internazionale Catch’n Serve Ball (ICSBF), che organizza eventi, tornei e campionati internazionali. La sua forza? L’accessibilità. Chiunque può giocare, anche chi non ha mai praticato sport o ha qualche anno in più: basta voglia di muoversi, divertirsi e stare in gruppo.
Come si gioca?
Le regole sono semplici, ispirate alla pallavolo ma con un twist: Squadre: 6 contro 6, proprio come nel volley. La palla: non si schiaccia, si blocca con le mani e si rilancia. Un gesto simile al “terzo tempo” nel basket. Obiettivo: far cadere la palla nel campo avversario oppure rilanciarla sopra l’avversario. Sicurezza e inclusività: nessun contatto fisico, meno rischio di infortuni e più spazio per tutte/i. Un gioco semplice, intuitivo e sorprendentemente coinvolgente.
Perché provare il Catch’n Serve Ball?
- Inclusivo: adatto a tutte le età, abilità ed esperienze.
- Sociale: costruisce relazioni, squadra e spirito di comunità.
- Flessibile: non serve una preparazione atletica avanzata.
- Divertente: l’atmosfera è quella del gioco, non della competizione estrema.
Anche in Italia il movimento cresce, e a Firenze, una delle società in prima linea nella promozione del Catch’n Serve Ball è la ASD Rinascita Volley Firenze. In collaborazione con AICS, Il progetto offre a donne e uomini over 30, con o senza figli, la possibilità di mettersi in gioco, allenarsi ogni settimana e – perché no – partecipare a tornei nazionali e internazionali. Un modo nuovo di vivere lo sport, dove non contano solo i punti, ma soprattutto l’inclusione, la socialità e il benessere.
Catch’n Serve Ball: inclusione e divertimento, proprio come le proposte sportive di Bimbi in Movimento
Il Catch’n Serve Ball si sposa perfettamente con i valori che da sempre guidano le attività di Bimbi in Movimento: all’interno dei nostri centri estivi e centri invernali a Firenze, questo sport innovativo trova spazio accanto a proposte consolidate come i corsi di skateboard, i corsi di judo e i corsi di pattinaggio freestyle, offrendo a bambine e bambini un’esperienza unica all’insegna del divertimento e della sicurezza. Il Catch’n Serve Ball promuove la cooperazione e l’inclusione, permettendo a tutti, dai più piccoli ai ragazzi fino a 14 anni, di partecipare attivamente e sentirsi parte di un gruppo. Un’attività che riflette in pieno la nostra missione: far crescere attraverso lo sport, con passione e attenzione, le nuove generazioni.
Vuoi provarlo anche tu?
Che tu sia un’ex atleta, un genitore in cerca di movimento o semplicemente qualcuno che vuole tornare a divertirsi con lo sport… il Catch’n Serve Ball ti aspetta!

da Silvia Medici | 15 Set 2021 | blog
INGREDIENTI:
Miscelare il tutto e condire con la splendida cornice del Paradù, ecovillage&resort!!
Ecco, tutta per voi, una ricetta davvero esplosiva!
Il racconto della settimana
Sette giorni in cui gli skate hanno pazientemente assecondato la tenacia dei nostri e delle nostre skaters nel provare e riprovare le varie tecniche che venivano loro proposte, mai un lamento da questi attrezzi che erano costretti a “Drop” “rock” “180” e “Holly” a non finire.
Ci siamo conosciuti domenica mattina, ci siamo presentati e avvicinati timidamente ma una volta arrivati sulle rampe, ogni timidezza è passata. Arrivavamo da Firenze, Livorno, Roma e Carpi, ma, nonostante le nostre diversità geografiche, ci siamo uniti nel nome dello Skate e è stata subito amicizia!
Le nostre giornate scorrevano fra le varie attività, infatti non ci siamo fermati solo allo skate, ma abbiamo provato e gustato molte delle attività che lo splendido villaggio ci offriva: il meraviglioso mare della maremma, le piscine piene di scivoli o la mega partita a basket. Ci siamo cimentati nel target soccer e trasformati in gladiatori. Abbiamo imparato a tirare con l’arco e abbiamo provato a emulare Berrettini sui campi da tennis.
Alcuni strani personaggi ci hanno invitati ad un altrettanto strano Mojito Party… insomma, raccontare questi sette giorni è davvero difficile a chi non li ha vissuti perché… perché sono stati un po’ magici e un po’ avventurosi, sicuramente impegnativi ma interessanti, e se non ti sei perso almeno una volta nel labirinto di stradine di questo splendido villaggio, non potrai capire!!
I nostri lettori penseranno che la sera i nostri atleti e le nostre atlete si ritirassero stanchi morti nelle loro tende, e invece no! Rinforzati dai gustosissimi pasti del nostro buffet, la sera ci buttavamo sulla pista da ballo e poi ci facevamo incantare dagli splendidi spettacoli dell’animazione (magia, musical e super eroi erano all’ordine del giorno!!!)
Arrivederci al prossimo anno
Poi…è arrivato il sabato…carichi dei nostri bagagli e delle nostre avventure, siamo andati incontro ai nostri genitori che erano venuti a riprenderci…non è stato facile salutarci…qualche lacrima è stata versata, ma ci siamo dati appuntamento all’anno prossimo oppure, perché no, a quest’inverno per provare insieme lo snowboard, o i nostri corsi di skateboard a Firenze!
Lavorare e impegnarsi insieme supportandoci, ha fatto si che ognuno di noi sia potuto risalire sullo skate anche dopo ripetute cadute, perché abbiamo capito che non importa quante volte caschi, l’importante è quante volte ti rialzi!
I prossimi appuntamenti
Ci prepariamo ad una super estate, che vedrà molte attività sportive riempire le giornate dei partecipanti ai nostri centri estivi 2026 a Firenze. Vi aspettiamo per tornare a crescere con lo sport, in sicurezza e divertimento.
da Silvia Medici | 27 Mag 2021 | blog
Sono Silvia Medici, insegnante di educazione fisica presso la scuola dell’infanzia Suore Calasanziane di Firenze. Lavoro su incarico di Bimbi in Movimento.
Questo articolo tratta della mia esperienza nella classe dei 5 anni e di come questa sia entrata direttamente all’università!
Martedì 11 maggio 2021, infatti, sono stata invitata dalla professoressa Maria Cecilia Verri a raccontare la mia esperienza con il progetto “Ginnastica e coding” al corso di laurea magistrale in informatica, in particolare al corso “Computer science education” (scuola di scienze matematiche, fisiche e naturali). Ringrazio la professoressa Verri, che ha contribuito in maniera determinante alla realizzazione di questo progetto, riportandomi sulla giusta strada ogni volta che perdevo il focus sull’obiettivo fondamentale. Il suo entusiasmo è stato contagioso!
Durante la lezione ho descritto la genesi del progetto, la sua evoluzione e la sua contestualizzazione all’interno della programmazione educativa della scuola e ne è nato un proficuo e interessante dibattito con gli studenti universitari che hanno partecipato attivamente con domande, osservazioni e contribuendo con nuovi spunti per progetti futuri. Grazie, il vostro entusiasmo ha dato nuovo slancio allo studio!
Ma cos’è il Coding?
E’ un termine inglese che corrisponde in italiano alla parola codificare, base della programmazione informatica ma non solo.
Con il coding bambini e bambine, sviluppano il pensiero computazionale, cioè l’attitudine a risolvere problemi più o meno complessi scomponendoli nei vari aspetti che li caratterizzano e pianificando per ognuno le soluzioni più idonee attraverso piccoli obiettivi intermedi. Il pensiero computazionale aiuta, infatti, a trovare la soluzione migliore (algoritmo) per raggiungere un traguardo finale attraverso un metodo efficace e divertente che allena la capacità mentale nel risolvere i problemi.
E dove c’è da allenare, come può mancare la ginnastica, quella vera? Tutto questo, non è alla base anche dell’educazione fisica?
Il coding ha 3 fasi:
- analisi del problema
- l’espressione della soluzione
- esecuzione della soluzione
Se l’ape deve portare il suo miele all’alveare senza cadere fra le zampe dell’orso, qual è il percorso più sicuro? Non solo, qual è quello più efficace?

Coding e Ginnastica
Più studiavo, più corsi frequentavo e più vedevo assonanza fra questo mondo e il mio, quello dell’educazione fisica. Pensavo alla definizione di esercizio fisico: “atto motorio voluto e precisato” (E. Baumann). Come potevo trasformare gli esercizi in un algoritmo? Quali armi avevo per portare la ginnastica nel mondo digitale? Ma si poteva davvero fare?
Per provarci, potevo contare sui miei studi, sulla mia esperienza nella ginnastica e in particolare in quella per infanti, sulla mia curiosità verso il mondo dell’informatica a me sconosciuto o quasi, sulla mia voglia di mettermi in gioco e di sperimentarmi e, mia grande alleata, su una scacchiera gigante (4X4). Non posso certo dimenticare la maestra di riferimento della classe, Chiara, che mi ha sempre supportata e sostenuta.

Il percorso scolastico
E’ stato un percorso che è durato circa 4 mesi, caratterizzato da prove, tentativi e perché no, qualche fallimento che mi ha aiutata a raddrizzare il tiro.
Ho impostato la mia programmazione educativa basandomi su 4 obiettivi generali che ho estrapolato dalle indicazioni nazionali. Pensate un po’, educazione fisica e informatica sono sottogruppi di un unico capitolo: ”Gli strumenti culturali per la cittadinanza “, questi 2 mondi mi sembrano sempre più vicini.
Gli obiettivi sono:
- percezione del proprio corpo nello spazio
- capacità di movimento
- sviluppo della coordinazione
- introduzione alla lateralità
Di questi 4 mesi, almeno 3 li ho impiegati esclusivamente a lavorare sul concetto di esercizio, a cercare quella precisione e quella volontà insita in ogni atto motorio. Ho una classe di circa 23 fra bambini e bambine di 5 anni, ultimo anno della scuola dell’infanzia in cui convivono molte realtà: egocentrici, timidi, iperattivi, insicuri scoordinati, sportivi, sovrappeso e potrei continuare ancora. Sono un’insegnante e tutti devono avere le stesse opportunità, la classe deve proseguire il più possibile compatta.
Le ultime lezioni, invece, ho lavorato più specificatamente sul coding, riportando sulla mia grande scacchiera le schede che proponeva il libro adottato dalla classe.
I bambini e le bambine, ben preparati a muoversi secondo indicazioni e in maniera consapevole, hanno subito riportato fisicamente ciò che avevano visto sul cartaceo, dimostrando una notevole capacità di risoluzione dei problemi che venivano loro proposti.
A riprova della validità del progetto, abbiamo diviso la classe in 2 gruppi: quello che avrebbe fatto prima il cartaceo e quello che avrebbe fatto prima il percorso fisicamente. Dal confronto fra i 2 gruppi, è emerso chiaramente che chi ha prima effettuato il percorso fisico, ha avuto molta più facilità nell’affrontare la scheda cartacea di chi ha cominciato invece da quest’ultima.

Conclusioni
Concludo affermando con sicurezza, che Ginnastica e Coding posso coesistere senza snaturare nessuna delle 2 discipline. Che si possono realizzare lezioni di ginnastica idonee per bambini/e della scuola dell’infanzia che consentano contemporaneamente di avvicinarli anche ai concetti basilari del problem solving, della sequenzialità procedurale e a concetti anche più avanzati come la ricerca di una soluzione ottima. Il valore aggiunto di questo progetto, è stato proprio quello di coinvolgere fisicamente i bambini permettendo loro di apprendere attraverso il movimento consapevole e con il coinvolgimento del loro intero corpo.
Tutto questo, permettetemi, senza dimenticare il divertimento, vero carburante di questa strana avventura!

L’estate di Bimbi in Movimento all’Istituto Calasanziane
Ginnastica e Coding non si fermano con l’anno scolastico: questa estate infatti, presso i centri estivi 2026 a Firenze di Bimbi in Movimento; in particolare al Camp Calasanziane, il progetto continuerà ad essere proposto ai bambini partecipanti.
Il nostro motto, per questa estate è “Torniamo a crescere con lo sport, a divertirci in sicurezza!”. Siamo sicuri che, grazie al progetto Ginnastica e Coding, e a tutte le altre attività proposte, sarà possibile realizzarlo!
I prossimi appuntamenti
Ci prepariamo ad una super estate, che vedrà molte attività sportive riempire le giornate dei partecipanti ai nostri centri estivi 2026 a Firenze. Vi aspettiamo per tornare a crescere con lo sport, in sicurezza e divertimento.