L’Italia potrà partecipare alle Olimpiadi 2021

L’Italia potrà partecipare alle Olimpiadi 2021

Dopo l’incredibile notizia di una possibile esclusione dell’Italia dalle Olimpiadi di Tokyo 2021, arriva oggi la buona notizia: con un decreto legge il governo ha modificato la norma che il CIO riteneva inadeguata.

Il fatto

Ma perché l’Italia ha rischiato di non poter partecipare alle prossime olimpiadi di Tokyo? Tutto risale al 2018, quando il governo ha emanato una legge con la quale, secondo il CIO (Comitato Internazionale Olimpico), veniva tolta autonomia al CONI.

Se non fosse infatti stata modificata la norma, l’Italia non avrebbe potuto partecipare alle future olimpiadi. Gli atleti italiani qualificatisi nelle varie discipline avrebbero potuto gareggiare, ma senza l’inno e senza sfoggiare il tricolore. La nostra nazione non avrebbe quindi partecipato ai giochi in forma ufficiale.

L’eventuale esclusione avrebbe avuto ripercussioni economiche per il nostro paese, causando anche un gran danno all’immagine della nostra nazione all’estero.

L’altro risvolto negativo sarebbe stato quello morale: per tutti gli appassionati sportivi la mancanza dell’Italia dalle olimpiadi di Tokyo 2021.

Fortunatamente con il decreto legge emanato il 26 Gennaio il governo italiano ha modificato la norma in questione, restituendo al CONI l’indipendenza richiesta dal CIO, così l’Italia potrà prendere parte ufficialmente ai prossimi giochi olimpici.

Estate 2021 a tutto sport

Per fortuna questa estate potremo quindi tutti insieme tifare per i nostri atleti e seguire le loro gesta in televisione, con il tricolore bene in vista.

Anche la nostra associazione è pronta per l’estate 2021 ed i nostri centri estivi a Firenze saranno sicuramente influenzati dalle olimpiadi!

Non mancheranno tanti sport che faranno parte anche del calendario olimpico ed in più organizzeremo tante attività a tema “giochi olimpici”.

Presto sul nostro sito e su tutti i canali social troverete tante novità sui camp estivi 2021 a Firenze, per tornare a divertirci e muoverci con lo sport, in sicurezza.

 

Come sarà lo sport dopo il covid?

Come sarà lo sport dopo il covid?

Come potrebbe essere il dopo? Un momento bello per stare insieme, per riassaporare la bellezza del contatto.

Un semplice abbraccio di cui ci siamo privati, una stretta di mano, un braccio intorno alle spalle, una carezza, attivano la produzione nel nostro organismo di una sostanza chiamata ossitocina, un ormone detto anche l’ormone dell’amore che ha tra le sue funzioni quelle di favorire comportamenti pro-sociali come empatia, altruismo, generosità. Una donna in maternità e poi appena partorito ne produce in quantità, non a caso è un ormone strettamente collegato all’attaccamento materno. Abbiamo necessità del contatto perché siamo “esseri sociali”. Un solo abbraccio di pochi secondi serve a diminuire il battito cardiaco, la pressione sanguigna, la produzione di un altro ormone, il cortisolo, che invece è l’ormone dello stress.

E a livello calcistico?

Se abbiamo investito molte ore in esercitazioni senza contatto potremmo compensarle con giochi ed esercitazioni esclusivamente di contatto: duelli 1>1, 2>2, 3>3, 4>4(non andrei oltre perché sarebbero limitati i contatti). Dal riscaldamento al partita finale. Un’abbuffata di sfide, duelli, mini-partite. A partire dalle componenti tecniche potremmo allenare il contrasto, abilità tecnica spesso trascurata, il colpo di testa nel duello (poco considerato), lo stesso passaggio condizionato dal contatto (ad esempio, in una partita o possesso a meta 4>4 prima di passare la palla devi contare fino a 3”,5”,10” situazione che porterà inevitabilmente alla protezione e al contrasto); sulla stessa scia e con le stesse regole in una partita 2>2 con le porte stimolerò il tiro in una situazione di contrasto e disequilibrio. Con il dribbling allenerò la conduzione. A livello condizionale e coordinativo si possono proporre numerose esercitazioni e giochi in cui corsa, di salto che avvengono con il disturbo; si possonoriprendere molte proposte dal rugby, dalla lotta (due bimbi in ginocchio che senza pugni si devono atterrare / un pallone sopra un cinesino, un giocatore deve far sì che l’avversario non lo tocchi).

A livello di tattica individuale: marcamento, smarcamento, dribbling a tutta randa. Le possibilità sono innumerevoli.

In attesa dei centri estivi 2021

Siamo fiduciosi che per l’estate 2021 la situazione pandemica da Covid-19 sia migliorata, grazie anche all’arrivo dei vaccini, e che finalmente potremo riprendere a svolgere tutte le attività sportive più amate dai bambini, in sicurezza e libertà!

Così, stiamo già pianificando i centri estivi 2021 a Firenze di Bimbi in Movimento, con la riproposizione delle attività più divertenti ed apprezzate, e con l’introduzione di qualche novità; il tutto sempre all’insegna della sicurezza, che per noi è requisito fondamentale per ogni attività proposta.

Lo sport e l’allenamento ai tempi del covid

Lo sport e l’allenamento ai tempi del covid

 

Nel nostro precedente articolo abbiamo parlato del delicato ruolo dell’allenatore in questo particolare periodo storico. In questo articolo invece andremo ad approfondire sul come poter svolgere un allenamento a distanza, è più in generale come praticare sport ai tempi del covid.

 

Per chi è in lockdown

Se la problematica del lockdown non permette di unirsi ancora a fare sport, la soluzione è l’allenatore che deve impegnarsi a entrare nelle case proprio sfruttando quei fantastici strumenti come cellulari, Ipad e PC.

Come? Con delle chat su WhatsApp su cui inserire dei veri e propri allenamenti di ginnastica; dei video in cui lui stesso svolge un allenamento.

La nostra associazione, per esempio, in primavera ha lanciato la proposta di bimTV: video girati dai nostri operatori sportivi direttamente da casa loro, e caricati sul nostro sito e su YouTube.

Non pensate che serva chissà cosa, anzi più reale è meglio è. Non dobbiamo andare a promuovere il nostro video alla Nike, proprio la sua veridicità sarà la sua forza. Le proposte possono essere varie: con una palla di spugna, una di carta, un pallone, degli slalom tra le bottiglie, utilizzare un muro di casa per il passaggio, svolgere degli esercizi di ginnastica come flessioni, skip, piegamenti, corse sul posto, esercizi di coordinazione. Si può inserire il tema gara o quello gioco. Meglio ancora se si riuscisse a fare dei minigruppi e rendere la cosa interattiva. Possono essere loro stessi a proporre un allenamento: “Oggi Marco ci dice cosa faremo!”, “Oggi sarà Francesco a proporci la nostra seduta”. Sarebbe straordinario guardare le gesta dei grandi campioni, condividendo un video e poi riprovare a compiere quel gesto, sognando la folla che ha accompagnato l’esecuzione del nostro beniamino. La rovesciata di Ronaldo con la Juventus, per capirci. Iniziare con degli step di avvicinamento per poi provare ad eseguirla sul letto. C’è veramente bisogno di poco: una manciata di buona volontà, un pizzico di fantasia e una spruzzata di autoironia.

 

Chi può praticare attività senza contatto

Ogni problematica ci pone di fronte a due soluzioni. Si può ragionare:

· sulla scarsità  “Non si può fare questo, non si può fare quello, ma come si fa!”;

· sulle opportunità, che inevitabilmente ci sono.

 

Nel primo caso ci possiamo sfogare sicuramente, ma dopo un’ora vinceranno solo impotenza e negatività. Proviamo la secondastrada. Vediamo i… vantaggi:

· per l’allenatore sarà sicuramente un momento in cui rimettersi in gioco, uscire dalla zona di confort data dall’esperienza e dalla routine. La seduta classica che utilizzava non va più bene o va rivista. Dobbiamo rimetterci a studiare;

· bisogna concentrarsi sugli aspetti di tecnica individuale che spesso tralasciamo, ma alla base del gioco;

· il desiderio nasce dalla mancanza  se per qualche mese non potremmo fare giochi di contatto (sì, lo so che sono alla base del calcio! Ma abbiamo detto di scegliere la strada delle opportunità),quanto saranno coinvolgenti dopo le sfide, i duelli, le partitine! Iprogetti di vita per cui le attuali generazioni sono molto criticate per non averne, nascono dai desideri.

 

Proprio da questo principio del “reinventarsi”, la scorsa estate abbiamo ideato la nostra nuova proposta dei centri estivi itineranti: bimTOUR.

Grazie ai programma bimTOUR SPORT e AVVENTURA abbiamo potuto offrire un servizio sicuro e divertente, all’insegna del movimento: attività adattate alle normative anti-covid, protocollo di sicurezza e nuove attività come trekking e tour in bicicletta sono stati la base della buona riuscita dei centri estivi itineranti 2020.

 

 

 

Lo sport ai tempi del covid

Lo sport ai tempi del covid

Problematiche, soluzioni, opportunità dopo il lockdown, totale o parziale, che abbiamo o stiamo vivendo. Qual è il nostro dovere di allenatore/educatori? Trovare soluzioni!

In 14 anni di centri estivi multi-sportivi con la mia attività ho avuto forse 3 fratture “al legno verde”. Parliamo di circa 600-1.000 presenze a estate. Post lockdown, con gli stessi numeri, sempre proposte multisport, in 3 mesi abbiamo avuto 4 fratture, di cui 3 polsi e un dito… e non erano permessi i contatti!

Riconduco la problematica al fatto che per 3 mesi i nostri bambini/ragazzi sono stati per la maggior parte in casa. A fare cosa? Probabilmente, davanti alla TV o con cellulari e play station. Che sono una grande opportunità! Ma al pari un pericolo nel vero senso della parola. Anche perché i bambini fanno poco sport, ma veramente poco!

I valori dello sport

Prima di arrivare all’importanza che come allenatori ed educatori abbiamo in questo specifico momento, riporto una statistica dell’Organizzazione Mondiale della Salute, che ancora oggi vede nelle cardiopatie e negli ictus ischemici la causa principale di decessi. In una percentuale stimata sempre dall’OMS nel 2016 molto significativa, la maggioranza della popolazione, circa l’88%, appartiene a paesi ad alto reddito. Secondo gli studi del Ministero della Salute, tali malattie/problematiche sono in gran parte prevenibili, in quanto si riconoscono, accanto a fattori di rischio non modificabili (età, sesso e familiarità), anche altri modificabili, legati a comportamenti e stili di vita (fumo, consumo di alcol, scorretta alimentazione, sedentarietà), spesso a loro volta causa di diabete, obesità, ipercolesterolemia e ipertensione arteriosa.

In modo meno scientifico, si può evidenziare come l’attività motoria dei millenial sia drasticamente calata. Se pensiamo al numero di ore che un bambino negli anni Ottanta o Novanta trascorreva giocando ai giardini, negli oratori, nei cortili con attività destrutturate e la rapportiamo alle 2 volte, massimo 3 di oggi (in forma tra l’altro strutturata) parliamo di un monte di ore enormemente inferiore. Mi sono divertito a contarle in modo empirico, ma credo di non essere andato molto lontano. Il rapporto è di 1 a 5 circa: 100-150 ore attuali contro le 500-600 di allora.

È chiaro che lo sport (non agonistico) avvicini a uno stile di vita salutare, quindi va da sé l’importanza che i nostri bambini/ragazzi acquisiscano la buona norma di praticarlo regolarmente unendo (ancora meglio) all’attività sportiva più ore di gioco/movimento. Questo è opportuno per loro e per tutta la nostra rete sociale: inevitabilmente nel futuro avremo un impatto ancor maggiore sul nostro sistema sanitario.

Un ulteriore punto è la capacità unica dello sport, di qualsiasi sport praticato (meglio se più di uno), di veicolare le famose life skills, le competenze per la vita. Le capacità di vita sono tutte quelle abilità richieste quotidianamente: il senso di auto-efficacia, la gestione delle emozioni, l’empatia, la tolleranza verso se stessi e gli altri, la capacità di competere, gestione dello stress, senso critico, autoconsapevolezza, relazioni interpersonali, resilienza…Un allenatore deve tenere prima di tutto in mente queste due componenti: sport-stile di vita salutare e sport-strumento acquisizione life skills. Il suo ruolo è cruciale. Deve essere consapevole e responsabile della sua enorme importanza nella vita di un bambino.

Sì! Lo so! Per quelle 5-6 ore a settimana, lo so…ma a maggior ragione!

Recap Centri di Natale 2020

Recap Centri di Natale 2020

Il 2020 è stato un anno complicato per tutto il mondo sportivo. Ma grazie alla fiducia che molte famiglie ci hanno accordato, la nostra associazione è riuscita comunque ad organizzare i centri estivi, subito dopo il lockdown; il corso di skateboard e l’ English Rock Lab in autunno, e per finire l’anno al meglio, gli appena conclusi Centri di Natale.

La sfida quest’anno è stata più impegnativa che mai: far tornare a muovere e divertire bambini e ragazzi in sicurezza. La lotta contro il coronavirus ha caratterizzato la vita di tutti noi nell’anno appena trascorso, e lo farà sicuramente anche in quello appena iniziato, ma crediamo che lo sport non possa essere escluso dalle vite dei bambini, e per questo ci siamo impegnati per garantire un servizio sicuro.

In particolare, per questi centri invernali, grazie all’utilizzo di un nostro rigoroso protocollo ed al rispetto di tutte le norme in vigore, ci è stato possibile accogliere i bambini presso le strutture di due storiche scuole fiorentine: l’Istituto Suore Calasanziane e la Scuola Bilingue Kindergarten Firenze.

Nonostante il brutto tempo non sono mancate occasioni per giocare e muoversi. I bambini hanno potuto praticare sport individuali come parkour, skateboard e bicicletta, oltre che a cimentarsi nel gioco degli scacchi, col biliardino ed il pingpong.

Per i più piccoli invece non sono mancati laboratori artistici, manuali e psicomotori. Tutte queste attività sono state svolte in lingua inglese presso il Camp Kinderschool.

Dai 6 ai 12 anni: questa è la fascia d’età dei bambini e ragazzi che hanno preso parte ai Centri di Natale 2020.

Questo è stato per noi il miglior modo per finire bene il 2020 ed iniziare al meglio il 2021, per continuare a crescere e divertirsi con lo sport, in sicurezza.

Buon anno a tutti i bambini e bambine e alle loro famiglie!

 

Come fare sport in sicurezza ai tempi del covid-19?

Come fare sport in sicurezza ai tempi del covid-19?

Il 2020 è stato un anno in tutto e per tutto influenzato dal coronavirus. Alcuni settori, più di altri, hanno subito grandi cambiamenti a causa della pandemia mondiale; e quello sportivo è sicuramente tra questi. Quindi, come possiamo fare sport in sicurezza ai tempi del covid-19?

Principi di sicurezza

Seguire le direttive nazionali e regionali è sicuramente la prima e più importante cosa da fare. Nonostante DCPM ed ordinanze regionali siano state numerose, in ognuna di esse è stato ben chiarito e specificato cosa fosse consentito fare e cosa no; anche in materia di attività motoria e sportiva.

Abbiamo già analizzato nel dettaglio, nei nostri precedenti articoli, come fare sport a seconda che la propria regione sia inserita in Area Gialla, Arancione o Rossa. Con questo articolo quindi cercheremo di dare dei principi più “generali”, delle buone pratiche insomma, per fare movimento in sicurezza.

  • Distanziamento: le attività sportive, motorie e ludiche vanno svolte mantenendo il distanziamento fisico dagli altri.
  • Igienizzazione: prima e dopo lo svolgimento delle attività è opportuno igienizzate con cura le mani.
  • Protezione: la mascherina va sempre indossata, tranne durante le attività sportive, questo per garantire la corretta respirazione.
  • Ambienti: per il possibile ed a seconda dell’attività favorire gli spazi all’aperto, in caso di spazi al chiuso arieggiare ed igienizzare.

 

Osservando questi criteri potremo quindi svolgere, e far svolgere ai bambini, attività fisica e motoria in sicurezza. E questi stessi principi sono la base dei protocolli anti-covid adottati nei centri sportivi, piscine e palestre, che speriamo possano presto riaprire a tutti i praticanti.

 

Lo sport per Bimbi in Movimento

La nostra associazione, Bimbi in Movimento, dal 2005 mette lo sport al centro della crescita dei bambini. Per questo abbiamo dato vita ad un protocollo che garantisca i nostri camp e progetti, per consentire ai bambini di tornare a crescere e divertirsi con lo sport in maniera sicura.

Così, per concludere questo 2020 in movimento, e per offrire un servizio flessibile e sicuro alle famiglie durante le vacanze natalizie, abbiamo deciso di attivare due Centri di Natale, all’interno di due storiche strutture scolastiche di Firenze: l’Istituto Suore Calasanziane e la Scuola Bilingue Kindergarten.

I camp natalizi si svolgeranno in queste due strutture scolastiche per consentire le attività in piccoli gruppi organizzati con sistema ad “isole”, in modo da garantire il distanziamento.

Le giornate prevedranno momenti di attività sportiva e ricreativa intervallati da pause per il pranzo e la merenda. I bambini saranno seguiti dallo stesso istruttore per tutta la durata del camp per garantire il sistema ad isole.