Come interpreteranno i bambini le misure di contenimento?

Come interpreteranno i bambini le misure di contenimento?

In questi mesi mi sono domandata spesso come avranno vissuto i bambini di varie età il periodo di emergenza sanitaria appena trascorso e non ancora del tutto terminato.

Siamo alle porte con l’inizio dei centri estivi 2020 e credo dovremmo soffermarci bene su come affrontare le misure di ‘’contenimento’’ fornite alla Regione Toscana e cosa trasmettere ai bambini che passeranno con noi le giornate estive.

Mi sono però soffermata prima su quali possono essere state le informazioni che i bambini hanno ricevuto in casa dai propri genitori. Chiaramente le misure da seguire valgono per tutti nel rispetto reciproco, ma vari possono essere i punti di vista delle famiglie. Magari qualcuno ha ritenuto giusto fornire indicazioni precise, altri magari ci hanno ricamato sopra una storia, qualcuno avrà parlato di un male molto brutto altri magari solo di un’influenza. Non possiamo saperlo.

Per questo noi istruttori già ci stiamo preparando per affrontare l’argomento con delicatezza ogni volta che capiterà l’occasione durante il centro estivo. Perché sarà un argomento inevitabile, i bambini ci vedranno con le mascherine laddove non sarà possibile la distanza di sicurezza, ci vedranno divisi in piccoli gruppi, non ci sarà la convivialità degli scorsi anni.

Il nostro compito è di estrema importanza perché a mio avviso i bambini pur consapevoli chi più chi meno della situazione hanno il sacro santo diritto di vedere il bello e il buono del mondo che li circonda, frequentano il nostro centro estivo per divertirsi e vivere anche quest’anno un’esperienza indimenticabile.

In questa situazione che costringe tutti a stare più lontani del solito credo fermamente che non dovrebbe passare alcun collegamento malattia=affetto, virus=amici. I bambini a parer mio hanno il diritto alla convivialità, alla condivisione, al confronto…nonostante tutto.

Adesso finalmente abbiamo la possibilità di stare insieme e divertirci, questo è l’unico messaggio che io mi sento di trasmettere ai bambini, nel rispetto reciproco. Vorrei che in tutta questa situazione i bambini ricordassero i sorrisi e l’affetto, attraverso gli sguardi e le parole.

E sono sicura che arriveranno anche se non possiamo dar loro un abbraccio. Arriveranno perché partiranno dal cuore di ogni istruttore, anche se celati dietro una mascherina, i bambini li vedranno.

La ripartenza del movimento

La ripartenza del movimento

Il famigerato lockdown è finito, la tanto desiderata “fase 2” è iniziata, e questa emergenza sanitaria sembra finalmente allentare la presa, iniziando a farci intravedere la fine di quello che tutti noi vorremmo fosse stato solo un brutto incubo.

La ripartenza ha portato con se la piacevole riscoperta del movimento!

Dopo settimane passate in casa, grandi e piccini hanno potuto nuovamente uscire di casa, per fare una camminata, correre, andare in bicicletta…

Passeggiando per Firenze, in questi pomeriggi primaverili, riempie il cuore vedere bambini sorridenti che pedalano, corrono e giocano, molti con le mascherine in volto, e comunque senza creare gli ancora vietati assembramenti.

Ancora una volta abbiamo avuto la conferma di quanto l’attività fisica sia indispensabile per il nostro benessere psicofisico, e soprattutto per quello dei bambini; perciò non diamola più per scontata ora che abbiamo assaggiato la privazione del movimento ed abbiamo visto quanto la sua mancanza incida negativamente sull’umore dei nostri figli.

Visto che l’emergenza sanitaria non è finita, e gli assembramenti sono vietati, i nostri bambini e ragazzi hanno riscoperto il gusto di stare insieme e giocare mediante l’utilizzo di un “mezzo di trasporto” come bici, monopattini, skateboard; che sono attività, o sport, che in tempi normali eravamo abituati a considerare individuali, ma che adesso si riscoprono di gruppo, poiché attraverso il loto utilizzo è possibile mantenere il distanziamento sociale consentendo di fare tutti assieme la stessa cosa.

Dunque prepariamoci al meglio all’estate che sta arrivando, la ripartenza parte dall’attività fisica e dal movimento: per chi resterà a Firenze i centri estivi 2020 saranno un modo sicuro e divertente per fare sport; chi invece andrà al mare o in montagna ne approfitti per fare delle belle passeggiate, giri in bicicletta, delle  nuotate, una corsa

Insomma stiamo in movimento e soprattutto facciamo stare in movimento i bambini!

Emergenza covid-19 e pigrizia

Emergenza covid-19 e pigrizia

In questo momento di emergenza sanitaria siamo stati costretti a passare le nostre giornate in casa, e se non si disponeva di uno spazio all’aperto, che sia un giardino o un balcone, era assai difficile resistere al richiamo del divano.

Lo stesso richiamo è molto forte anche per i bambini, che annoiati dallo stare ore ed ore in casa, facilmente tenderanno a passare molto più tempo davanti agli schermi di tablet, cellulari e televisioni, magari proprio sdraiati sul sofà.

Non dobbiamo però cedere a questa facile tentazione: è risaputo che l’inattività fisica si ripercuote negativamente sia sull’umore che sulla salute, attraverso l’abbassamento delle difese immunitarie.

Questo vale anche per nostri figli, perciò ora più che mai è fondamentale tenere i bambini in movimento!

Certo far fare attività motoria ai bambini in casa, magari in un piccolo appartamento, è una cosa più semplice a dirsi che a farsi, ed improvvisarsi operatori sportivi è altrettanto complicato.

Bimbi in Movimento si è chiesta cosa potesse fare per aiutare le famiglie dei proprio bambini, senza perdere i contatti con i suoi piccoli sportivi, ed in attesa di poterci rivedere ai nostri centri estivi 2020 e presso i corsi che teniamo nelle varie scuole,  abbiamo creato bimTV: un’iniziativa completamente gratuita, che oltre a voler tenere in contatto i bambini con i propri istruttori, vuole dare un aiuto ai genitori, proponendo giochi ed attività da svolgere a casa con i loro figli, attraverso delle video lezioni, inerenti Sing in English, psicomotricità, calcio-basket, tennis motricità ed educazione motoria per elementari e medie.

Durante questa emergenza sanitaria, oltre che al virus combattiamo anche la pigrizia e stiamo in movimento, per crescere con lo sport!

Disabilità: una prospettiva diversa tramite lo sport

Disabilità: una prospettiva diversa tramite lo sport

Ormai è risaputo quanto la pratica motoria e sportiva giovi a bambini e ragazzi: essa infatti  migliora la consapevolezza del proprio corpo attraverso l’apprendimento di nuovi schemi motori, promuove l’autonomia personale, incrementa le opportunità di socializzazione e contribuisce allo sviluppo dell’autostima; il tutto mediante l’osservazione ed il rispetto delle regole.

Ed è proprio per i motivi appena elencati che è importante, oserei dire fondamentale, che ragazzi e bambini affetti da disabilità prendano parte ad attività sportive.

Inoltre la presenza di un bambino affetto da disabilità sarà motivo di arricchimento e di nuove opportunità di apprendimento da parte del gruppo di cui farà parte: infatti, mediante la pianificazione e la gestione delle varie attività, si potrà raggiungere una giusta integrazione del soggetto nel gruppo, elevando a valore le reciproche diversità.

Bimbi in Movimento promuove lo sport senza finalità agonistica ed in questa nostra filosofia si incastra perfettamente l’inserimento della disabilità: infatti ogni bambino che frequenta i nostri corsi, o centri estivi ed invernali, è libero di esprimersi al meglio delle proprie possibilità e capacità, senza l’ansia del raggiungimento della performance o del risultato, inteso come vittoria sugli avversari.

E quindi la disabilità, almeno in ambito sportivo, prende una prospettiva diversa: quello che nelle attività quotidiane viene vissuto come un limite, una difficoltà, diventa solo il proprio modo di giocare, di esprimersi, di svolgere l’attività proposta; che se sapientemente guidata dall’istruttore può diventare un’opportunità di incredibile crescita psicofisica, sia per il singolo che per tutto il gruppo.

Riprendiamoci la normalità con intelligenza

Riprendiamoci la normalità con intelligenza

Il 18 maggio 2020 per molti di noi ha segnato l’inizio di un nuovo capitolo. Ognuno di noi  ha potuto riprendere un pizzico di quella normalità tanto agognata nei giorni passati in casa a causa dell’emergenza sanitaria.

Quante cose davamo per scontato prima e quanto ci sono mancate invece negli scorsi mesi. Ognuno riprenderà la vita di tutti i giorni ma apprezzandone anche la ‘’banalità’’. Una normalità ricca di affetti, pacche sulle spalle, sorrisi, divertimenti, scambi di idee, discussioni, sguardi.

Adesso che abbiamo tutto nuovamente a nostra disposizione la bramosia di FARE è altissima. Adulti e bambini non sanno da che parte iniziare tanta è l’emozione. Fino a ieri eravamo chiusi in casa e si usciva solo per il giro dell’isolato o per fare la spesa. Adesso la vecchia realtà è a disposizione.

Siamo entrati nella fase più delicata e farà la differenza l’atteggiamento che ognuno di noi utilizzerà.

La tutela della salute propria e degli altri dovrà essere ancor di più al centro di tutto e sarà fondamentale mantenere il rispetto delle misure di sicurezza.

Pensiamo che noi adulti e noi educatori dobbiamo dare il contributo maggiore ed ora più che mai dobbiamo essere l’esempio per i nostri bambini. Non dimentichiamo quanto tutta questa situazione possa rappresentare incomprensibile agli occhi di un bambino e quanto ognuno di loro sia stato disorientato da quanto accaduto. Per cui dobbiamo stargli vicino con sicurezza, consapevolezza e intelligenza. La paura e l’incertezza sono emozioni che non possono esistere in questi momenti e quando si hanno dei bambini accanto. Oggi più che mai.

Non si tratta di un via libera da affrontare con leggerezza. Possiamo finalmente riabbracciare i nostri amici, tornare a lavoro, portare i nostri figli nei parchi e farli giocare all’aperto, riapriranno i centri estivi possiamo goderci ogni momento ma con coscienza e soprattutto grande senso di responsabilità.

Per le strade si vede di tutto, dalle persone condizionate dalla paura e coperte da cima a fondo, alle persone invece che hanno ripreso le proprie abitudini e si raggruppano senza mascherine come se nulla fosse successo. Diamo l’esempio e utilizziamo la nostra intelligenza per scrivere questo nuovo capitolo con criterio e rispetto. Il senso civico è patrimonio di ognuno di noi ed ai bambini va trasmesso con il proprio comportamento e non è una sciocchezza, soprattutto quando si parla di salute.

Le persone, i luoghi, i divertimenti sono mancati tantissimo e proprio questo principio deve restarci ben chiaro in mente: tuteliamo quello che amiamo e godiamoci la nostra città con responsabilità.

Perché scegliere il centro estivo e non un servizio di babysitter

Perché scegliere il centro estivo e non un servizio di babysitter

Abbiamo già parlato di come scegliere e quando scegliere il tuo centro estivo 2020; oggi invece vorrei ragionare sul perché si dovrebbe preferire far partecipare il proprio figlio/a ad un centro estivo piuttosto che affidarlo ad un/a babysitter.

Prima di andare avanti però, voglio fare una precisazione che sento doverosa: con questo articolo non si vuole screditare od in alcun modo sminuire la figura dei/delle babysitter, che sappiamo benissimo ricoprono un ruolo fondamentale per le famiglie, ed anche adesso, in questo periodo storico particolare dovuto al covid-19, perché accudiscono e curano i nostri figli quando noi, per esigenze lavorative e cause di forza maggiore, non possiamo.

La nostra “analisi”, ed i nostri suggerimenti qui riportati, quindi, prendono in considerazione gli aspetti dei due servizi, centri estivi e babysitting , spiegando perché e quale dei due preferire.

Il primo aspetto da considerare è sicuramente il più materiale: il costo.

Mediamente un centro estivo offre un servizio che copre un arco orario di otto ore, per cinque giorni settimanali, per quanto voi possiate iscrivere vostro figlio/a al centro estivo più caro che riusciate a trovare, difficilmente la spesa richiesta per la quota settimane del centro sarà superiore a quella della paga dello stesso monte ore di un/a babysitter.

Il secondo aspetto, ed anche il più importante, sta nel tipo di servizio offerto: ad un centro estivo, i bambini hanno la possibilità di rapportarsi con altri loro compagni, facendo nuove amicizie e rafforzando quelle già stabilite a scuola, imparando la collaborazione ed il fairplay durante le varie attività e giochi proposti dagli operatori.

Inoltre sarà loro possibile provare e praticare nuovi sport e cimentarsi in tante attività diverse, che contribuiranno al loro sviluppo psicofisico, il tutto inserito in un ambiente sicuro, allegro e divertente.

Ricordiamoci inoltre, per quanto riguarda questa estate, che i centri estivi 2020 assumeranno una valenza ancora maggiore: infatti dopo tanti mesi passati a casa, lontani da scuola e dai loro amici, sarà fondamentale per tutti i bambini e ragazzi poter tornare il prima possibile ad incontrarsi, giocare insieme, e socializzare.

Quale miglior occasione farlo attraverso un centro estivo ben strutturato, sicuro e professionale, che rispetti le normative e le direttive per il contenimento del contagio?