Diritto all’alimentazione: cibo adeguato e sano, non solo quantità

da | Apr 24, 2020 | blog | 0 commenti

Nell’arco dei decenni l’idea generale di alimentazione e salute è sempre stata un po’ soggettiva. C’erano gli anni in cui mangiare in abbondanza era la migliore espressione della salute, senza tenere conto di cosa si mangiasse e che qualità avesse il cibo. C’erano gli anni dei prodotti in scatola che hanno invaso le case, ma nessuno si domandava come quel cibo riuscisse a conservarsi così a lungo. Potremmo elencare tante situazioni non proprio adeguate. Oggi grazie agli studi, le ricerche e l’evoluzione dell’essere umano, sappiamo  che l’alimentazione corretta è quella composta in modo bilanciato da vitamine, minerali, cereali, legumi, proteine e acqua. Ma il benessere e la salute sono accessibili a tutti e possibili solo grazie alla combinazione di attività sportiva e alimentazione corretta.

Bimbi in Movimento chiaramente punta molto su questo aspetto e in più occasioni abbiamo spiegato quanto lo sport possa contribuire alla salute generale dell’essere umano. L’attività sportiva per essere funzionale deve però procedere parallelamente ad uno stile di vita più sano possibile, altrimenti non sarebbe efficace. Nei nostri centri estivi a Firenze infatti diamo pari attenzione alle attività sportive proposte e ai pasti offerti, perché l’alimentazione condiziona sia il fisico che la mente. Per ottenere prestazioni efficaci in una disciplina sportiva oppure anche a scuola per esempio, dobbiamo avere una visione a 360° dello stile di vita.  Soprattutto quando si parla di bambini l’attenzione e la cura di tutti gli aspetti, deve essere estrema, per tutelare uno sviluppo equilibrato e sano.

Il Diritto all’alimentazione è riconosciuto a livello internazionale, ma è rispettato in pieno? Non intendiamo solo la quantità, ma anche qualità del cibo! La nostra Costituzione per esempio non riconosce espressamente il Diritto all’alimentazione, non esiste un articolo esplicitamente dedicato. Certo, il diritto alla vita, il diritto alla salute e il diritto al lavoro potrebbero essere utilizzati per tutelare il diritto a un’alimentazione adeguata. Ma non è la stessa cosa e crediamo sia fuorviante. Questa interpretazione impedisce una comprensione globale dell’approccio alla sicurezza alimentare basato sui diritti umani. L’opinione pubblica infatti non gli dà ancora l’importanza che dovrebbe.

Dovrebbe essere anche evidenziato in maniera più chiara il nesso che c’è tra il modo in cui produciamo e consumiamo il nostro cibo e la salute. Ricordiamo che la malnutrizione è la causa del 60% delle malattie non trasmissibili, il sovrappeso e l’obesità sono disturbi ancora tanto diffusi soprattutto in età pre-adolescneziale e adolescenziale.

Negli ultimi anni (fortunatamente) stiamo andando sempre di più verso la qualità, ci sono maggiori controlli, un buon numero di aziende sta andando verso il biologico e si sta riducendo l’utilizzo dei pesticidi. Ma il nostro sistema alimentare attuale non rispecchia ancora una società proprio salubre. Prendiamo ad esempio le mense scolastiche: un numero ancora troppo basso propone menu biologici ed a km zero. Invece proprio i nostri ragazzi hanno bisogno di crescere con l’esempio, di imparare fin da piccoli ad aver cura alla propria alimentazione, del proprio benessere psico-fisico. Si tratta di diritti umani.

Finché sul mercato ci sarà cibo di scarsa qualità e a buon mercato, finché il biologico avrà un costo non alla portata di tutti, la società non capirà e, anche volesse, non potrà riuscire a consumare solo prodotti sani ogni giorno. Si possono però fare piccoli passi, tutti insieme. Chi lavora nell’educazione e chi offre servizi per i bambini ha il dovere di dare il massimo possibile sotto tutti i punti di vista. E’ una responsabilità dalla quale non possiamo ritirarci. Ognuno di noi può contribuire al cambiamento ed al miglioramento. Basta iniziare a portare l’attenzione adeguata a questo nostro diritto, rifiutarci di alimentarci solo per l’azione di cibarsi ma mangiamo per nutrire il nostro corpo e la nostra mente. Consumiamo prodotti di stagione e meglio ancora del contadino più vicino. Anche se non fosse biologico è sicuramente di qualità migliore rispetto a quello industriale. Piano piano gli agricoltori più piccoli acquisiranno maggiore importanza e diventeranno più competitivi ed il cibo di qualità diventerà alla portata di tutti.

E voi, che importanza date alla vostra alimentazione?

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