L’arbitro: quella figura così importante ma un po’ ‘’indigesta’’

da | Apr 29, 2020 | blog | 0 commenti

L’arbitro è una delle figure più importanti di ciascuna partita o gara. Non sarebbe possibile portare a termine nessuna competizione se non ci fosse un arbitro o un giudice di gara. E’ la figura più discreta, eppure è la più criticata, soprattutto nel calcio. Non ci si accorge di lui se non in occasione di un fallo. L’arbitro è una persona preparata che svolge nel modo più professionale possibile il proprio ruolo ed essendo umano ha margine di errore. Come tutti del resto.

Invece quando si tratta dell’arbitro non si ammette nessuno sbaglio di valutazione. D’altro canto anche quando prende la decisione giusta nel rispetto delle regole del gioco, non è immune dalle critiche. Quindi si tratta proprio della posizione che occupa. Posizione scomoda che agli occhi delle squadre in gara, talvolta degli allenatori e soprattutto delle relative tifoserie sbaglia a prescindere. Uno dei maggiori difetti del genere umano è proprio il giudizio, la critica. Si cade spesso nella mancanza di rispetto di ciò che è diverso, un’opinione, un atteggiamento, una scelta. Anziché aprire la mente e valutare i vari motivi, ci si chiude nella presunzione pensando che l’unica opinione o visione possibile sia la propria.

Nello sport si innesca anche altro: l’attaccamento alla propria squadra e quindi la visione si limita ulteriormente perché si pensa che la propria squadra debba vincere a tutti i costi e che abbia sempre il comportamento giusto in campo rispetto all’avversario. Ecco che si cade nella critica e chi ne fa ampiamente le spese è proprio l’arbitro. Anziché affidarci alle sue capacità ed alla sua esperienza lo si attacca, in difesa solo della presunzione. L’arbitro è bravo solo quando dà ragione alla propria squadra….Eh no, non funziona proprio così. Nello sport è lampante anche quanto l’essere umano abbia perso nella vita il rispetto per le figure decisionali, la fiducia verso la competenza, l’accettazione dell’altro e del ‘’diverso’’.

Pochi sanno, però, che dietro una carriera arbitrale di successo c’è un percorso molto lungo, ci vogliono più di 10 anni di gavetta in partite di alto livello per diventare per esempio arbitro di serie A. Il percorso di formazione è fatto di grandi sacrifici e richiede doti mentali particolari. L’attitudine a prendere decisioni giuste in brevissimo tempo è uno degli elementi che giocano un ruolo fondamentale. Queste capacità non sono insite in ogni individuo, si possono potenziare e incrementare con l’impegno, ma non si creano da zero, o ce l’hai o non ce l’hai. Non si tratta di prendere decisioni affrettate dettate solo dal caso, ma si tratta della capacità di riuscire a vedere nel più breve tempo possibile tutte le variabili, valutare ogni sfaccettatura e fare la scelta migliore. Compito difficilissimo!

Gli adulti purtroppo sono diventati tuttologi in ogni campo e accecati dalla paura hanno la mente chiusa, non riescono a stare nella frustrazione ed accettare gli ostacoli.  Avere una propria opinione è fondamentale nella vita, non fraintendiamoci. Soprattutto quando deriva dall’esperienza. Ma ancor più fondamentale è accettare che, nonostante tutto, ogni situazione può essere valutata anche da più punti di vista e non esiste una visione assoluta delle cose. Per questo ci impegniamo affinché i bambini sviluppino più possibile delle capacità di valutazione. Attraverso tutti gli sport che proponiamo nei nostri centri estivi a Firenze, grazie agli istruttori competenti che collaborano con noi, tuteliamo e preserviamo le doti insite nei bambini che, incontaminate, non giudicano, elaborano e chissà  magari qualcuno di loro sarà un arbitro del domani.

 

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