Olimpiadi 2020 a Firenze: dedicato al maratoneta Carlo Airoldi

da | Gen 19, 2020 | blog | 0 commenti

I primi giochi olimpici si svolgevano ad Atene nel mese di Aprile, fortemente desiderati dal Barone Francesco Pierre Coubertain. Su tutti i giornali fu pubblicato l’invito rivolto a tutti gli atleti di tutti i paesi del mondo che desideravano partecipare.

‘’Partito. Come un velocista sullo sparo.

Gli era bastato leggere quelle righe sul giornale e prima di finire il caffè aveva già deciso.

Vado e se a nessuno dispiace, vinco

Il primo problema fu proprio quel ‘’vado’’. Cinquanta chilometri al giorno, da Milano as Atene. Cento passi di corsa, cento passi di marcia, trenta minuti di sosta ogni tre ore. Metodologia dell’allenamento allo stato puro. Apologia dell’interval training. D’altra parte era sempre meglio correre che lavorare in ferramenta e lui, con la corsa, qualche soldo l’aveva anche guadagnato. Come quelle quindici lire per la vittoria alla Torino-Marsiglia-Barcellona.

Il secondo problema fu la strada. Milletrecentotrentotto chilometri. Più o meno venticinque giorni. E migliaia di posti, di persone.

Il terzo problema ‘’se a nessuno dispiace, vinco’’. A qualcuno dispiacque. Arrivato ad Atene e presentatosi al Comitato Olimpico si rese conto di essere famoso. Un giudice ricordò quella storia delle quindici lire. Gli dissero, non si sa dove trovando il coraggio, che non poteva partecipare perché professionista. ‘’Ah si?’’ fece lui, credendo in un primo momento si riferissero al fatto di essere garzone nella ferramenta del padre. ‘’Allora torno indietro’’. E rifacendo la stessa strada al contrario sentì appena parlare di un caldo terrificante, di atleti scappati dalla finestra della foresteria per la paura di morire, di prova oltre il limite umano, di principesse promesse spose al vincitore che corse l’ultimo giro nello stadio di fianco al ai principi. Troppe cose per lui. Si accontentò del viaggio di cinquanta giorni, andata e ritorno. Perchè il cinquantesimo giorno sarebbe tornato in ferramenta e avrebbe cercato qualche cosetta per guadagnare qualche lira.

Correre è pur sempre meglio che lavorare’’

(Tratto dal libro ‘’Capolavori’’ di Mauro Berruto)

Airoldi compì un’impresa incredibile e non fù neanche l’unica. Gli istruttori di Bimbi in Movimento prendono in esempio i grandi atleti come lui e ai bambini che frequentano i nostri centri estivi 2020 a Firenze, oltre alla loro grande esperienza, trasmettono la loro grinta, la passione e la voglia di fare, non per la vittoria ma per il gusto di divertirsi e vivere ogni momento.

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