Riflessioni su sport, gioco, bambini e famiglie

da | Apr 28, 2020 | blog | 0 commenti

Ogni scuola che collabora con noi e ogni nostro centro estivo a Firenze ci dà la possibilità di conoscere tante famiglie e bambini con caratteristiche, qualità e senso dell’umorismo differenti l’uno dall’altro. Ogni istruttore di Bimbi in Movimento ha così la possibilità di entrare in contatto con varie personalità, capirne le inclinazioni e le abitudini. E’ sempre interessante confrontarsi con le famiglie ma è proprio attraverso il nostro rapporto con i bambini che riusciamo a scoprire le sfumature dei modi di pensare e di reagire di tutta la famiglia. Ogni incontro ci porta alla scoperta di un mondo interiore. Attraverso l’insegnamento non agonistico di selezionate discipline sportive nei nostri centri estivi abbiamo la possibilità di capire che livello di rispetto, impegno e consapevolezza ogni bambino ha potuto sviluppare nella propria sfera personale (famiglia, amicizie, scuola ecc)

Uno dei valori che rappresenta nel modo migliore lo sport, di cui spesso parliamo, e che maggiormente trasmettiamo ai nostri ragazzi è il fair-play. Questo termine che nella lingua inglese può essere espresso nella sua chiarezza con sole due parole, nella nostra lingua invece include così tanti termini che non lo si può tradurre alla lettera. Questi sono: il rispetto (dell’avversario, delle sue capacità, dell’arbitro o giudice di gara, del proprio allenatore e dei  compagni di squadra), l’impegno (dare il massimo delle proprie capacità per uno scopo comune, non per la ribalta personale), consapevolezza (conoscere le proprie capacità, accettare i propri limiti, prendere atto delle capacità dell’avversario) e spirito del gioco (giocare non per il risultato ma per l’amore di quella specifica disciplina sportiva).

Nei bambini lo spirito del gioco è innato e puro fin dalla nascita. Ogni bambino gioca per quella splendida sensazione che solo la fantasia ed il piacere di giocare possono dare. Sono il giudizio e la competizione che si insinuano invece da adulti a contaminare questa visione nei bambini nella crescita, in tutte quelle realtà dove l’adulto mette in mezzo le proprie inclinazioni e necessità di ribalta. Ma non hanno niente a che fare con l’infanzia e l’adolescenza. Per questo puntiamo molto sul preservare le qualità insite nei bambini e trasmettiamo alle famiglie che entrano a far parte di  Bimbi in Movimento la necessità di lasciare intatta la dimensione ludica nella vita e soprattutto nello sport.

I genitori dovrebbero sempre camminare accanto ai bambini, ma senza interferire e lasciare che facciano la propria esperienza in ogni situazione. Affrontare una sconfitta o una delusione rafforza la propria personalità. La protezione limita.

Nello sport ancor di più i genitori dovrebbero solo godersi lo spettacolo. Quando si affida il proprio figlio ad una squadra o associazione sportiva, ci si affida alla preparazione di quell’istruttore o allenatore (salvo casi di seria mancanza di etica chiaramente). Lui è l’esperto in quella disciplina, perché ha studiato per quello. Per cui esultiamo insieme ai nostri bambini, sosteniamoli, incitiamo pure la squadra di appartenenza, ma senza intromissioni. Lasciamo da parte i nostri giudizi tecnici o addirittura tutte quelle polemiche incontrollate. Giocare è condivisione, socialità, divertimento.

Ai ragazzi viene insegnato il rispetto, verso gli avversari e l’arbitro. Valore che fa parte della vita stessa. Chiunque può sbagliare una valutazione ma qualsiasi errore non potrà mai essere di vita o di morte, né nello sport, né a scuola. L’essere umano è di per sé imperfetto e questo è anche il suo bello. Non cerchiamo la perfezione laddove non può esistere e cerchiamo di mantenere più possibile questa visione pura del gioco che i bambini hanno e fidiamoci delle capacità dei nostri ragazzi ed anche dei professionisti che li affiancano. Prendetevi il tempo per un po’ di leggerezza, non prendete tutto così sul serio, godetevi il momento. Ogni occasione nasconde un insegnamento e la propria bellezza. Anche la difficoltà è una buona opportunità per imparare.  E voi adulti quanto riuscite ad essere ancora bambini? Vi è mai capitato di aver esagerato in modo sconsiderato durante una competizione? Cosa avete provato e, onestamente, cosa avete imparato?

0 commenti

Share This