Acqua e Bambini

Acqua e Bambini

L’importanza dell’acqua nell’alimentazione dei bambini

L’acqua è un nutriente essenziale per la vita umana, ma a volte ce lo dimentichiamo. Vediamo insieme come questo elemento sia fondamentale anche nella dieta dei bambini.

L’acqua è fonte di minerali, assicura la corretta densità del sangue, permette ai reni di eliminare le sostanze di scarto, garantisce la termoregolazione, stimola il transito intestinale. Inoltre favorisce l’assorbimento di sostanze indispensabili come amminoacidi, glucosio, vitamine e sali.

Quanto devono bere i bambini?

Abbiamo visto perché l’acqua è importante per i bambini, ma qual è la dose giornaliera giusta?

Indicativamente, per la fascia d’età che va dai 6 ai 12 anni, la dose giornaliera d’acqua consigliata è tra i 1,5 ai 2 litri.

Questo però è un valore indicativo, che può variare per diversi fattori. Ad esempio se fa caldo o freddo, se si assumono cibi ricchi o meno di acqua, o ancora se si pratica attività sportiva.

Quindi ad uno stesso bambino, se nel periodo invernale, andando a scuola e praticando sport 2 o 3 volta a settimana, bastano 1,5 litri d’acqua al giorno, in estate, quando frequenterà un centro estivo, potrebbero non essere sufficienti nemmeno 2 litri al giorno.

E proprio per i bambini che svolgono molta attività sportiva, specie nei periodi più caldi dell’anno, bisognerà prestare particolare attenzione alla reintegrazione dei liquidi, esortandoli a bere prima, durante e dopo la pratica sportiva.

 

Come far bere i bambini?

Non tutti i bambini sono uguali, alcuni bevono molto, altri invece no, e allora dovremo adottare dei piccoli accorgimenti per farli bere di più.

Come prima cosa dobbiamo dare il buon esempio: se è l’adulto, per primo, a bere molto, e con frequenza, anche il bambino, per imitazione, berrà di più. In alternativa, si può scegliere un’alimentazione ricca di cibi con elevato contenuto di acqua.

Un comportamento da evitare invece è quello di assillare il bambino con continui inviti a bere, o ancora peggio, obbligarlo a farlo. In questo modo si crea un conflitto col piccolo, che potrebbe portare ad un effetto opposto, creando nel bambino il rifiuto di bere.